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Depressione post-partum, che cos’è?: Come essere d’ aiuto , suggerimenti pratici

Ciao , Oggi voglio parlarti di depressione post-partum.

Quando ho letto  l’articolo “COME PREPARARE LA COPPIA ALL’ARRIVO DEL BAMBINO” della psicologa e psicoterapeuta  dott.ssa Erica Brasini  , mi sono detto :

perché non diffondere queste informazioni?

Quante persone potranno essere trasformate ed aiutate dalla conoscenza di certe nozioni ?

Senza pensarci un attimo ho chiamato l’autrice , comunicandole la mia intenzione di pubblicare il suo lavoro e da lì a poco ecco disponibile alla lettura  un frammento della sua ricerca sulla depressione ,  da una parte teorica e dall’altra molto pratica ed essenziale come piace a me e ai molti frequentatori di blog.

Se vuoi visionare l’articolo completo della dott.ssa Brasini  puoi cliccare su  questo link della Società Medica Italiana di Psicoterapia ed Ipnosi di Bologna.

Buona lettura.

Dr. Danilo Puzzo (www.starebene.info)

La depressione post partum
.

La depressione post-partum (dal latino “dopo il parto”), è una particolare forma di disturbo nervoso che colpisce alcune donne a seguito della gravidanza.
Si tratta di un problema complesso e dalla diffusione crescente.

Si stima che possa colpire fino al 10% – 15% delle madri, l‟esordio è sfumato e graduale ma può anche essere molto rapido. La durata dei sintomi varia da qualche settimana ad un anno, con rischi di ricomparsa successiva.

La gravità può variare da episodi di depressione minore (spesso non diagnosticati, perché il funzionamento della madre è apparen- temente buono anche se i vissuti e le esperienze emotive sono di tipo depressivo), fino ad episodi di grave depressione maggiore.

La depressione post-partum può essere considerata uno dei fattori di rischio nello sviluppo di un sano attaccamento tra madre e bam- bino a causa delle difficoltà comunicative della mamma e delle conseguenti dinamiche psichiche che possono influenzare lo sviluppo emotivo e cognitivo del bambino.

L‟incidenza del rischio è tanto più importante quanto più si protrae nel tempo l‟umore depresso.

Queste caratteristiche dell‟interazione tendono a divenire stabili nel tempo se la depressione oltrepassa i 6 mesi e se intervengono altri eventi sfavorevoli della vita, ecco il perché della necessità di una diagnosi veloce.

Sintomi della depressione post-partum:

le madri affette da questa patologia provano una eccessiva preoccupazione o ansia,

sono estremamente irritabili e si sentono sovraccariche e sotto pressione; è spesso presente una generale difficoltà nel prendere decisioni, l‟umore è depresso ed è presente il pianto inconsulto,

sono frequenti sentimenti di colpa e perdita di speranza nel futuro unita ad una marcata perdita di interesse o di piacere nel fare le cose.

Sia il sonno che l‟appetito sono compromessi: il sonno è disturbato, può essere presente insonnia o ipersonnia e l‟appetito può variare dall‟iporessia a episodi bulimici, possono comparire sintomi fisici (solitamente dolori, parestesie, debolezza muscolare).

Alcuni sintomi specifici riguardano la relazione madre-bambino e spesso provocano nella madre sentimenti di colpa, vergogna e inidoneità al ruolo di madre. In particolare è molto frequente:

- avvertire il bambino come un peso,

- non riuscire a provare emozioni nei confronti del bambino

- sentirsi inadeguate nella cura del bambino, avere paura di restare sole con lui

- pensare di essere madri e mogli incapaci

- non riuscire a concentrarsi nelle cose quotidiane che hanno a che fare con l‟interazione madre-bambino (riconoscimento dei bisogni reciproci, sintonizzazione emotiva, le semplici cure parentali).

La scienza medica non ha fornito ancora delle spiegazioni definitive riguardo alle cause del fenomeno, anche se alcuni studi imputano l‟apparizione della depressione post-partum a cambiamenti ormonali e fisici nella donna, più in particolare:

·  nel calo del livello degli estrogeni e del progesterone;

·  nei disturbi di funzionalità tiroidea;

·  nella storia di sindrome premestruale o disturbo disforico premestruale.

Inoltre una serie di condizioni psicologiche e sociali sono state individuate come più frequenti nelle madri che sono andate incontro a depressione post-partum.

principali fattori di rischio individuati sono:


- episodi di ansia o depressione prima o durante la gravidanza (esempio complicazioni ostetriche),

- storia personale o familiare di depressione (esempio precedente depressione o madre depressa),

- eventi traumatici nell‟ultimo anno (lutti, malattie, cambiamenti),

- conflitti coniugali,


- isolamento sociale o condizioni socioeconomiche sfavorevoli,
- cambiamento della donna in ambito sociale,

- precedenti episodi di depressione post partum,

- gravidanza indesiderata,

- timore per le imminenti responsabilità,
- cambiamento dell‟aspetto fisico.

Inoltre le madri adolescenti hanno un rischio maggiore di svilup-pare una depressione, come pure le donne primipare rispetto a madri pluripare.
È importante ricordare che una depressione post-partum non curata tende a cronicizzare e che, come detto in precedenza, la depressione della madre riduce le possibilità di sviluppare una buona sintonia col bambino, cosa che aumenta il disagio e complica la solu- zione del quadro depressivo stesso.

 

Trattamento della depressione post partum

La terapia della depressione post-partum si basa fondamentalmente sulla psicoterapia, tuttavia in una grande percentuale dei casi questa va integrata con un trattamento farmacologico, quasi sempre necessario nelle forme caratterizzate da una notevole gravità dei sintomi.

Suggerimenti pratici

Pur essendoci delle cause naturali legate alla fisiologia della donna, è possibile prevenire o quantomeno attenuare le manifestazioni della depressione post-partum agendo soprattutto a livello psicologico e sociale, con un piccolo sforzo sia da parte della madre e di chi le sta attorno:

Ø  confrontarsi con altre mamme, poter parlare con altre madri di come ci si sente aiuterà a capire che non si è le sole a sperimentare certi sentimenti e quindi potrà aiutare a vedere la si- tuazione da un‟altra prospettiva;

Ø  molto utile è limitare i visitatori nei giorni del rientro a casa dopo il parto;

Ø  quando le madri si sentono sole, stanche, frustrate, occorre che lascino il bambino a qualcuno di fiducia e si prendano del tempo per loro stesse. Non bisogna sentirsi in colpa per que- sto, solo una mamma serena può dare serenità al proprio pic- colo;

Ø  lasciare che parenti e amici diano una mano nella gestione della casa e del neonato. È importante anche cercare di coinvolge- re il papà nella cura del bambino, così facendo si favorirà un buon rapporto padre-figlio, incoraggiarlo ad occuparsi del piccolo anche se non fa le cose nel modo in cui dovrebbero essere fatte. Il papà può fare moltissimo per aiutare la compagna a superare la depressione post partum, dandole un appoggio pratico ed emotivo;

Ø  cercare di riposare il più possibile, dormendo quando il bam- bino dorme;

Ø  la madre deve ridurre le aspettative nei confronti delle pulizie di casa e dedicare il poco tempo libero che rimane a rilassarsi oppure a telefonare ad un‟amica, a farsi una doccia, a quello che vuole. Se prima di avere un bambino una casa splendente era fra le sue priorità, adesso che è diventata una mamma, oc- corre capisca che le priorità sono cambiate;

Ø  limitare il consumo di dolci, alcool, caffè e the. Queste sostan- ze possono dare una temporanea sensazione di energia ma a lungo termine favoriscono l‟ipoglicemia e quindi contribuisco- no a far sentire ancora più stanche. Cercare invece di alimen- tarsi correttamente e di fare tutti i giorni una passeggiata con il bambino. Il fatto di uscire e di fare un po‟ di attività fisica darà una sferzata di energia;

Ø  non concentrarsi ossessivamente sul bambino, trovare del tempo per stare al telefono 15 minuti con un‟amica e chiac- chierare senza parlare di biberon e pannolini. Con il marito sforzarsi di avere qualche conversazione che non riguardi il bimbo, prima di avere un figlio si era una coppia, e per il be- nessere psicologico si deve continuare ad esserlo;

Ø  cercare di mantenere un atteggiamento realistico nei confronti di se stessa, del bambino e la piena consapevolezza di una si- tuazione che avrà degli alti e dei bassi ma che esaurirà le sue manifestazioni negative nell‟arco di pochi giorni.

Un aiuto dal marito o compagno

È fondamentale l‟appoggio del compagno al fine di aiutare la propria compagna. C‟è una serie di consigli che si possono seguire:

Ø  riconoscere che la propria compagna non ha colpa se soffre di 
depressione post partum. Se la depressione persiste, bisogna aiutarla a trovare uno psicoterapeuta che capisca il problema e sia comprensivo e di aiuto;

bisogna ascoltare con pazienza la propria compagna, cercare di capire i suoi sentimenti, non irritarsi se è pessimista.

Occorre aiutarla gentilmente a vedere il lato positivo delle cose e assi- curale che miglioreranno. Non presumere di dover risolvere tutti i problemi che menziona, forse desidera solo essere con- fortata, non ricevere risposte logiche. Bisogna ricordare che la depressione post-partum rende difficile a chi ne soffre pensare in modo logico e chiaro;

Ø  sarebbe bene che il marito o il compagno riducesse le attività non essenziali per avere più tempo per aiutare la propria compagna. Questo potrebbe accelerare la guarigione;

Ø  un altro consiglio utile è quello di parlare con qualcuno che lo incoraggerà, magari un altro uomo la cui moglie ha sofferto di depressione post partum;

Ø  il maternage, ovvero il comportamento tipico della maternità, fa sì che la mamma sia tutta occhi, orecchie e mani per il piccolo nato, così da esserci una perdita del desiderio sessuale. Normalmente questa fase si risolve nei primissimi mesi, in caso di depressione post-partum si protrae per un tempo decisa- mente più lungo (8/9 mesi circa). Il compagno in questo caso dovrà essere comprensivo e capire che questo prolungamento è causato dalla depressione ed è solo una questione di tempo.

Quali domande porre alla neo mamma per constatare se è in atto una depressione post partum

Ci sono alcune domande precise che ciascuno di noi può fare se ha una compagna, una figlia, un‟amica in difficoltà dopo il parto e che possono essere utili a comprendere lo stato reale del suo umore:

“riesci a dormire quando il bambino dorme?” Quasi tutte le mam- me si svegliano quando il bimbo piange e spesso il sonno è disturbato dai frequenti risvegli del piccolo. Tuttavia la madre che non soffre di depressione si addormenta velocemente e recupera tra un risveglio e l‟altro. La donna con depressione dorme invece con difficoltà.

“Mangi con gusto e appetito, oppure svogliatamente? Oppure tendi a mangiare tanto, ma senza piacere?” Il rapporto con il cibo è un indicatore prezioso di equilibrio interiore. Il compenso nel cibo è frequente quando la neomamma cerca di placare compulsivamente l‟angoscia interiore che non riesce ad affrontare sul terreno psichi- co.

“Esci volentieri di casa o preferisci evitare di uscire?” La risposta può indicare la tendenza a ritrarsi dal mondo e dall‟incontro con gli altri e a richiudersi nella propria palude depressiva, privandosi anche dell‟opportunità dell‟aiuto diretto e indiretto che viene dagli altri e privando il bambino di altrettante vitali possibilità di stimoli e interazioni con altri adulti e bambini.

“Ti fa piacere prenderti cura di té o non te ne importa niente?” L‟aspetto è importante, il tendere di una donna a lasciarsi andare ed esser sciatta è un sintomo tanto più preoccupante quanto più si distingue dal suo atteggiamento precedente di cura e di rispetto di sé.

“Ti senti sola?” Spesso a questa domanda la donna risponde scop- piando a piangere. È importante non banalizzare né colpevolizzare ma far sentire un‟affettuosa comprensione: “sì, è comprensibile che tu ti senta stanca e a volte sola, succede a moltissime donne dopo il parto.

Cosa ti farebbe sentire meno sola?”. Incoraggiarla a esprime- re dove sente di più il vuoto affettivo può suggerire l‟aiuto migliore.

“Ti sembra che il bambino sia un carico troppo pesante per te?” È infine la domanda cardinale con le donne più fragili, specie se givani.

Le neomamme adolescenti in un caso su tre hanno questa netta sensazione che le fa sentire non solo in colpa ma del tutto inadeguate, specie per il confronto schiacciante tra il bambino dei sogni che avevano immaginato, con la promessa di felicità che gli avevano attribuito e la faticosa realtà dell‟accudimento del piccolo. Molte donne che soffrono di depressione post partum sono restie a chiedere aiuto perché temono di essere giudicate un fallimento come madri.

Ma soffrire di depressione post partum non significa essere cattive madri né tanto meno “pazze”.

La decisione di non parlarne con nessuno per timore di essere giudicate madri poco sensibili non è sicuramente di aiuto. In questo particolare momento, il silenzio conduce ad un solo risultato: rendere ancora più intensa la sofferenza legata al sentimento di negatività, innescando una spirale di sentimenti, che rimbalzando l‟uno contro l‟altro, si amplificano sempre più.

Il senso di colpa trova in questo contesto una strada preferenziale per sommarsi come ulteriore disagio soprattutto quando ci si mette a confronto con le capacità dimostrate dalle altre mamme.

Il parlare dei propri sentimenti, del senso di colpa che stringe come una morsa, parlare della vergogna provata davanti al sentimento di non sentirsi amorevole nei confronti del proprio figlio è sicuramente difficile ma è possibile ottenere un sollievo se questi sentimenti possono essere espressi a chi emotivamente è più vicino: il partner, la madre o l‟amica più cara.

Il parlare aiuta a comprendere che i sentimenti sono modificabili e che il cambiamento dipende anche da noi.

È importante inoltre rendersi conto che è necessario essere supportate da per- sone competenti che sappiano guidare il riconoscimento delle proprie emozioni e trovare insieme delle soluzioni per il supera- mento delle difficoltà legate al post-partum.

Sapere che molte mamme possono provare lo stesso identico sen- timento di mancanza di fiducia in se stesse o di un basso livello di autostima, sicuramente aiuta nel non vedere se stessa come un‟eccezione anomala dell‟essere umano.

L‟Autrice

Dott.ssa Erica Brasini
Psicologa, Specialista in Psicoterapia ed Ipnosi S.M.I.P.I Via P. Neruda 1, 48026 Russi (RA)
Cell. 331-5206282

Raggiungere un obiettivo

Ciao. Oggi voglio parlarti di obiettivi, mi sposto verso temi che riguardano più il settore dell’agonismo sportivo o della formazione imprenditoriale ma che comunque possono interessare ogni individuo che si pone delle sfide quotidiane in qualsiasi ambito.

Quali devono essere le caratteristiche di un obiettivo ben formulato?

Vediamo i punti essenziali:

  • Un obiettivo deve essere positivo


Si è visto in ipnosi e non solo, che concentrarsi su qualcosa che non si vuole pensare, produce in realtà un risultato contrario.

Per capire questo processo si fa la classica affermazione: Non pensare a un gatto nero. Che cosa succede nella maggior parte dei casi? Che ci si forma mentalmente l’immagine di un gatto nero.

Ritornando all’obiettivo, meglio formularlo in positivo piuttosto che ripetersi ciò che non si desidera: “Non voglio arrabbiarmi quando si parla di calciopoli”.

Concentrare la mente su ciò che si vuole ottenere piuttosto che su ciò che si vuole evitare. Quindi essere concentrati sul traguardo può mobilitare quelle energie utili per raggiungerlo concretamente.

  • Un obiettivo deve essere misurabile.

E’ importante definire il segnale che determina il fatto di avere raggiunto un determinato obiettivo.

Ad esempio se io voglio diventare un goleador, la prova saranno i goal.

Se sono una persona molto litigiosa mi accorgerò di aver raggiunto il mio traguardo quando la frequenza dei miei litigi si ridurrà drasticamente.

  • Essere responsabili


Responsabilità significa pensare e credere di potere agire nel mondo come artefice del proprio destino. L’obiettivo deve essere alla tua portata e mobilitare le tue risorse.

Se gli obiettivi dipendono da altri, allora la cosa è più complessa. In questo caso occorre influire e coinvolgere l’ambiente ed è comunque sempre tua responsabilità il poterlo fare, se dovessi organizzare uno spettacolo di successo, non potrei certo pensare di realizzarlo da solo ma potrei scegliere dei collaboratori adeguati.

  • Vantaggi interni.

Questo è il punto più problematico o meglio terapeutico.

Ad esempio se Giovanni diventasse bravo nel suo lavoro e il risultato sarebbe un suo trasferimento in un’altra città, ciò significherebbe non vedere quasi mai la sua fidanzata e questa cosa potrebbe essere determinante nel limitare le capacità di Giovanni che molto probabilmente potrebbe auto sabotarsi.

Tutti i cambiamenti portano degli sconvolgimenti, occorre valutare se le resistenze interne alla propria trasformazione possano essere affrontate. Se vuoi realizzare un obiettivo, bisogna occuparsi dei sabotatori interni: pregiudizi, convinzioni errate, paure immotivate, false credenze.

Se un fumatore pensa che le sigarette riducano l’ansia potrà trovare se vuole dei metodi alternativi adatti a questo scopo, ad esempio imparare delle tecniche di gestione dell’ansia: meditazione, training autogeno ecc.

  • Eticità


Coltivare obiettivi in linea con i propri valori come il rispetto di se e degli altri è un punto essenziale. Essere in armonia con l’ambiente significa per la maggior parte di persone stare bene con se stessi, il proprio cambiamento potrà essere un contributo per l’umanità. Non è difficile portare l’esempio d’individui come Madre Teresa di Calcutta o Rosa Parks che hanno fatto dell’impegno civile e religioso una ragione della propria vita.

ciao.

Danilo

Madre Teresa di Calcutta , un esempio di umanità e impegno civile.

Autoipnosi immaginativa

Ciao.  Oggi voglio parlarti di autoipnosi , un argomento molto interessante e semplice.

 

Il mio blog si occupa di tutto ciò che può essere utile al benessere psico-fisico ma non esistono formule magiche , se trovi che la tua vita possa essere arricchita dalla tecnica autoipnotica allora puoi concederti la possibilità di provarci ma se pensi che tutto ciò non valga la pena di essere utilizzato passa ad altro , puoi comunque trovare tanti altri argomenti interessanti …..decidi tu .

 

Ecco l’audio esercizio con schema semplificato

 


 

  • * Entra in una posizione comoda – Trova una posizione comoda sedia  per tutta la durata del processo ,  inizia a respirare lentamente, permettendo a te  stesso di diventare profondamente rilassato.
  • * Determinare la lunghezza del tempo per la sessione – 20 minuti  o anche 10 minuti
  • * Indica il tuo  scopo per la sessione – Parla a voce alta o dentro la tua testa, indica il  tuo obiettivo. Per esempio: “Sto entrando in uno stato di auto-ipnosi per 15 minuti al fine di consentire alla  mia mente inconscia di  aiutarmi a diventare molto sicuro di me (riempi lo spazio vuoto come più ti piace).

Puoi  dire come vuoi stare  alla fine della sessione.

Quando mi sveglierò tra  15 minuti, mi sentirò gioioso , pieno di energia positiva e molto sicuro di mé”, per esempio. Oppure  potresti  desiderare di sentirti  profondamente rilassato.

Io di solito includo solo tre stati  per il mio stato post-ipnotico.

Esempio : “Sto entrando in uno stato di auto-ipnosi per 20 minuti al fine di consentire alla mia mente inconscia per aiutarmi a diventare completamente rilassato

Quando mi sveglierò  fra 20 minuti, mi sentirò tranquillo, impegnato a migliorare la mia salute e

completamente rilassato.

Usare la tecnica di ogni mattina.

Usare questa tecnica per DIVERSI OBIETTIVI :”Sto entrando in uno stato di auto-ipnosi per 20 minuti al fine di consentire la mia mente inconscia di aiutarmi a diventare completamente libero delle bisogno di fumare sigarette. Quando mi sveglierò  tra 20 minuti, mi sentirò equilibrato  e completamente privo dal bisogno di fumare sigarette.

Subito dopo aver effettuato la dichiarazione di processo, si è pronti a iniziare il processo di induzione.

  • * Il processo – Cerca di fronte a te , nota tre cose (una alla volta) che si vedono.. Guarda le piccole cose, come una macchia sul muro, maniglia della porta, fiamma di una candela, cristallo sul tavolo, ecc Ad alcune persone piace nominare gli oggetti quando li guardano.

Mentre tu guardi, metti a fuoco tutta la tua attenzione sull’aspetto dell’oggetto  cerca di mantenere la tua  mente libera da pensieri possibilmente . Immagina  che  i pensieri  scoppiano come bolle che galleggino nella tua  coscienza. (NOTA:.. Va tutto bene anche  se non si riesce a liberare completamente la mente da pensieri , Il processo continua a funzionare….

  •  Ora rivolgi  la tua  attenzione al tuo canale uditivo e comunica a te stesso, una ad una, tre cose che senti.  Potresti  notare il suono del ticchettio di un orologio, il ventilatore che soffia, macchine che passano fuori, o il cinguettio degli uccelli.

Puoi notare i suoni della tua respirazione e la deglutizione . Metti tutta la tua  attenzione su ogni suono per un breve periodo. Se fosse solo un rumore momentaneo puoi riprodurlo nella tua testa un paio di volte.

  • Sposta la tua attenzione al tuo corpo , e nota tre sensazioni che  provi. Provare a utilizzare sensazioni che normalmente sono al di fuori della tua consapevolezza, come il peso dei tuoi occhiali o le sensazioni della pelle creati da un orologio, gioiello, capo di abbigliamento, i capelli sulla fronte o sul collo, le suole delle scarpe,  le labbra si toccano, ecc Anche concentrarsi su un prurito se ne senti uno.
  • Ripetere il processo con due oggetti diversi, due suoni differenti e due sensazioni diverse.
  • Ripetere il ciclo, ancora una volta con un oggetto diverso, un suono diverso e una sensazione diversa.

A questo punto, avete completato la parte “esterna” del processo. Ora è il momento di iniziare la parte “interna” chiudendo gli occhi.

  • Immagina una piccola cosa che vedi. Utilizzare qualsiasi cosa viene in mente (una foglia, diamante, spazzolino da denti, ecc) e mettere a fuoco tutta latua  attenzione su di essa per un breve periodo.
  • Quindi immagina una cosa che  si sente. Potrebbe essere una parte di una canzone o il suono di un fischietto tosaerba,, acqua corrente. E ‘meglio inserire un tale rumore che essere distratti da esse.
  • Poi, immagina una sensazione. Si potrebbe pensare alla sensazione del sole sul naso, sabbia bagnata sotto i piedi, , filo interdentale tra le gengive, un rasoio da barba, ecc .su queste sensazioni come se fossero realmente accadendo. Anche in questo caso, se una sensazione fisica viene alla tua attenzione, sentiti liberi di usare quella.
  • Ripetere il processo con due immagini diverse, due suoni diversi, e due sensazioni  diverse.
  • Ripetere il ciclo, ancora una volta con tre immagini diverse, tre suoni diversi, e tre diverse sensazioni.

Nota bene: Se hai delle problematiche serie recati da uno specialista nell’ambito della salute mai improvvisare ….ci sono tanti terapeuti in ogni parte della tua città.

Ciao. Danilo.      

Scegliere il proprio atteggiamento in qualunque circostanza

Ciao, oggi voglio proporti una riflessione dello psichiatra Viktor Frankl, uno dei padri della resilienza. Se vuoi approfondire la conoscenza su questa grande anima, t’invito a leggere un suo libro dal titolo “Uno psicologo nei lager, credo fermamente che non te ne pentirai mai.

Si può togliere tutto a un uomo, tranne l’ultima delle libertà umane-scegliere il proprio atteggiamento in qualunque serie determinata di circostanze, scegliere il proprio comportamento.
-Viktor Frankl-

Come mettere in pratica questo insegnamento? Difficile, non è per me, forse hai questi pensieri o magari sei pronto a raccogliere una sfida con te stesso, certo io non  so cosa ti  frulla in testa.

Ecco un esercizio semplice in linea con la filosofia del blog: praticità e semplicità e se qualcosa credi non ti sia utile passa ad altro, la vita è flessibilità e cambiamento.

Esercizio: Affrontare situazioni stressanti in maniera creativa

 

  • Pensa a una situazione stressante che riguarda la tua vita: in ambito lavorativo o personale.
  • Utilizza una tecnica di respirazione o una tua pratica meditativa che possa metterti in sintonia con te stesso (nel blog ne trovi a quantità.)
  • Metti per iscritto almeno 10 cose positive che possono derivare da questa situazione critica.
  • Prendi nota della difficoltà a trovare qualsiasi soluzione o significato positivo. Puoi utilizzare le tecniche di respirazione o la pratica meditativa per rimanere nella calma.
  • Lascia libera la mente di proporti qualsiasi idea anche se irrealistica o improbabile. Sospendi il giudizio.
  • Quando hai terminato la lista, esaminala attentamente permettendo di aprirti alla possibilità di aprirti alla dimensione positiva della situazione, questo richiede l’abbandono di vecchi modi di agire e pensare.

Questo esercizio è in linea con il pensiero di Frankl: in una determinata circostanza è il tuo atteggiamento a fare la differenza.

Ciao . Danilo

Il fior di loto, affondando le proprie radici nel fango, può assimilare il nutrimento necessario per sbocciare.


Esperienza di meditazione:intervista Giovanni Storti

Quando le aspettative rendono prevedibile la vita

C’era una volta un coniglio che saltava destra e sinistra in un bosco. Nel bel mezzo delle sue capriole inciampò in una radice dell’albero e cadde a terra privo di vita, in quel momento, il cacciatore “del paese degli sciocchi ” passava proprio di lì. Vista la scena, raccolse il coniglio. E, tutto contento, andò a cucinarselo a casa. Da quel giorno in poi tornò sempre nel punto dove il coniglio era morto, convinto di catturarne un altro senza troppa fatica

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“Cure e aiuto alle famiglie .Mai lasciarle sole dopo una tragedia”

Nei mesi successivi, che ruolo hanno gli psicologi dell’emergenza? Lei, ad esempio, utilizza l’Emdr, un metodo clinico che si è rivelato molto efficace nell’intervento dopo un’esperienza traumatica o dopo traumi ripetuti

Questo metodo innovativo rientra nelle terapie brevi. Stiamo lavorando con alcune vittime della Concordia e con quelle dell’incidente avvenuto tempo fa nel Vercellese, nel quale persero la vita due bimbi in gita. E’ importante valutare quali persone sono più a rischio nel gruppo. Ci occupiamo anche di chi non ha subito un lutto. Stress e difficoltà coinvolgono anche i genitori che non hanno perduto un figlio nell’incidente. E’ fondamentale evitare che comunichino troppa ansia ai figli nei mesi successivi”. (tratto da Repubblica.it)

In questi giorni abbiamo assistito ad una tragedia che colpisce nel profondo :la morte di molti bambini in seguito all’incidente stradale in Svizzera. Cosa può fare la psicologia in questi casi? Vi propongo un articolo molto interessante pubblicato sulla repubblica.it . Si parla di EMDR, una tecnica innovativa che si rivolge alle vittime di disastri, essendomi formato in questa metodica in questi anni ,credo sia giusto che molte persone sappiano di più a riguardo.

Qui sotto trovate il link dell’intervista.

clicca qui per l’intervista.

Ciao.

Dott. Danilo Puzzo (Psicologo spec.Psicoterapia e Ipnosi  , operatore EMDR )

Questo giorno

Rivolgi lo sguardo a questo giorno, perché  è la vita

l’essenza  della vita stessa.

Nella sua breve durata è racchiusa la verità dell’esistenza, la gioia della crescita, lo splendore della bellezza, la gloria dell’azione.

Perché ieri non è che un ricordo,

domani solo una visione. Ma ogni giorno vissuto bene fa di ogni ieri un ricordo di felicità e di ogni domani una visione di speranza.

Per questo, rivolgi lo sguardo a questo giorno!

Tecniche di persuasione: le emozioni influenzano le scelte

Ciao.

Oggi voglio  parlarti di persuasione e per farlo pubblico un video molto interessante.

Non ti vendo un prodotto ma un’emozione ” questo è lo slogan occulto di tutte le pubblicità.

Le scelte , che ogni giorno  compiamo , soddisfano desideri, emozioni e aspettative, i pubblicitari  cercano di orientare le nostre decisioni sfruttando questo meccanismo psicologico.

Riassunto schematico del filmato documentario:

  • Nell’esperimento, mostrato nel video, un soggetto è esposto a degli stimoli visivi mentre l’attività del suo cervello è monitorata dalla risonanza magnetica funzionale.
  • Gli stimoli visivi sono di quattro categorie: figure senza senso, immagini trabocchetto, figure emotive e loghi pubblicitari.
  • Le figure emozionali, ad esempio l’immagine di una madre che tiene in braccio un neonato, suscitano emozioni attivando l’amigdala, le stesse aree emozionali sono attivate dalle immagini dei loghi pubblicitari.

Ciao.

Danilo

I misteri del cervello: le super – capacità mentali dei savant

suonare senza avere mai studiato ,Sorvolare Roma e poi  riuscire a fare una mappa dettagliata

Ciao . Oggi ti parlo di quanto può essere straordinario il cervello.

Analizzerò in dettaglio le strane capacità mentali di soggetti affetti dalla sindrome di Savant , per approfondire ho inserito nell’articolo un video documentario molto interessante .

La sindrome di Savant, anche detta “savantismo”, non è stata ancora riconosciuta attraverso diagnosi mediche, ma il principale ricercatore Darold Treffert che la studia, la definisce come una condizione rara nella quale persone con disfunzioni dello sviluppo (inclusi tutti i disturbi tipici dell’autismo) possiedono doti di particolare abilità in alcuni ambiti, in contrasto con le limitazioni complessive dell’individuo.

La sindrome di Savant non risulta facile da comprendere in quanto non è ancora stata messa a punto una teoria cognitiva che spieghi la combinazione delle capacità talentuose e i deficit trovati nelle persone che hanno la Savant.

Questa sindrome è dalle 4 alle 6 volte più frequente negli uomini che nelle donne, e questa differenza non è interamente spiegabile attraverso la preponderanza di uomini nella cerchia delle persone autistiche.

Inoltre, Treffert afferma che tali condizioni potrebbero essere genetiche, ma potrebbero anche essere state acquisite nel tempo e coesistere con altri disturbi dello sviluppo come ritardi mentali, lesioni cerebrali o malattie contratte in fase pre-natale, natale, post-natale, nell’infanzia o anche più tardi.

In accordo con la sua tesi, infatti, circa metà delle persone affette dalla sindrome di Savant presentano disturbi autistici, mentre l’altra metà sviluppa altri tipi di disabilità, ritardi mentali, lesioni cerebrali o altre malattie.

circa metà delle persone affette dalla sindrome di Savant presentano disturbi autistici, mentre l’altra metà sviluppa altri tipi di disabilità, ritardi mentali, lesioni cerebrali o altre malattie. (tratto da http://www.comune.torino.it/pass/php/4/index.php?pag=41244)

Gli autistici savant sono dei fenomeni affascinanti nella ​​psicologia cognitiva.  Il termine “Autistico savant” si riferisce a persone con autismo che hanno abilità straordinarie rispetto alla maggior parte delle persone.

Ci sono molte forme di abilità negli autistici Savant.

Le forme più comuni riguardano i calcoli matematici e di memoria, abilità e capacità artistiche, musicali.

Una capacità, che hanno, è la memoria del calendario.

Una domanda che gli si potrebbe porre è:’Che giorno della settimana era il 22 Maggio del 1961?

Alcuni Savant-prodigio possono dare una risposta in pochi secondi: Lunedì.

Altri possono moltiplicare e dividere grandi numeri nella loro testa e possono senza esitazione calcolare radici quadrate e numeri primi.

Esempi di alcune capacita mnemoniche includono: ricordare tutto su alcuni personaggi storici (nascita / morte, nomi e date di nascita dei membri della famiglia ecc), ricordare la data di nascita di tutti, anche dopo avere incontrato una persona una sola volta nella.

Alcuni individui autistici savant sono degli artisti incredibili.

La musica è un’altra abilità comune tra i savant.

Molti artisti con autismo hanno un’intonazione perfetta e hanno anche una grande memoria per la musica.

In alcuni casi, una persona può ascoltare un pezzo classico una sola volta e riprodurlo nella sua interezza.

Il motivo per cui alcuni individui autistici savant hanno queste abilità non è noto. Ci sono molte teorie, ma non vi è alcuna prova a loro sostegno.

Ad esempio, il Dott. Rimland ipotizza che questi individui hanno una capacità di concentrazione incredibile e possono concentrare la loro attenzione in una specifica area di loro interesse.

I ricercatori psicologi sostengono che non riusciremo mai a capire i meccanismi della memoria e della cognizione fino a quando non comprenderemo gli autistici savant.

Ciao

Danilo

un grande film interpretato egregiamente da Tom Cruise e Dustin Hoffman