Ciao , Oggi voglio parlarti di depressione post-partum.
Quando ho letto l’articolo “COME PREPARARE LA COPPIA ALL’ARRIVO DEL BAMBINO” della psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Erica Brasini , mi sono detto :
perché non diffondere queste informazioni?
Quante persone potranno essere trasformate ed aiutate dalla conoscenza di certe nozioni ?
Senza pensarci un attimo ho chiamato l’autrice , comunicandole la mia intenzione di pubblicare il suo lavoro e da lì a poco ecco disponibile alla lettura un frammento della sua ricerca sulla depressione , da una parte teorica e dall’altra molto pratica ed essenziale come piace a me e ai molti frequentatori di blog.
Se vuoi visionare l’articolo completo della dott.ssa Brasini puoi cliccare su questo link della Società Medica Italiana di Psicoterapia ed Ipnosi di Bologna.
Buona lettura.
Dr. Danilo Puzzo (www.starebene.info)
La depressione post partum .
La depressione post-partum (dal latino “dopo il parto”), è una particolare forma di disturbo nervoso che colpisce alcune donne a seguito della gravidanza. Si tratta di un problema complesso e dalla diffusione crescente.
Si stima che possa colpire fino al 10% – 15% delle madri, l‟esordio è sfumato e graduale ma può anche essere molto rapido. La durata dei sintomi varia da qualche settimana ad un anno, con rischi di ricomparsa successiva.
La gravità può variare da episodi di depressione minore (spesso non diagnosticati, perché il funzionamento della madre è apparen- temente buono anche se i vissuti e le esperienze emotive sono di tipo depressivo), fino ad episodi di grave depressione maggiore.
La depressione post-partum può essere considerata uno dei fattori di rischio nello sviluppo di un sano attaccamento tra madre e bam- bino a causa delle difficoltà comunicative della mamma e delle conseguenti dinamiche psichiche che possono influenzare lo sviluppo emotivo e cognitivo del bambino.
L‟incidenza del rischio è tanto più importante quanto più si protrae nel tempo l‟umore depresso.
Queste caratteristiche dell‟interazione tendono a divenire stabili nel tempo se la depressione oltrepassa i 6 mesi e se intervengono altri eventi sfavorevoli della vita, ecco il perché della necessità di una diagnosi veloce.
Sintomi della depressione post-partum:
le madri affette da questa patologia provano una eccessiva preoccupazione o ansia,
sono estremamente irritabili e si sentono sovraccariche e sotto pressione; è spesso presente una generale difficoltà nel prendere decisioni, l‟umore è depresso ed è presente il pianto inconsulto,
sono frequenti sentimenti di colpa e perdita di speranza nel futuro unita ad una marcata perdita di interesse o di piacere nel fare le cose.
Sia il sonno che l‟appetito sono compromessi: il sonno è disturbato, può essere presente insonnia o ipersonnia e l‟appetito può variare dall‟iporessia a episodi bulimici, possono comparire sintomi fisici (solitamente dolori, parestesie, debolezza muscolare).
Alcuni sintomi specifici riguardano la relazione madre-bambino e spesso provocano nella madre sentimenti di colpa, vergogna e inidoneità al ruolo di madre. In particolare è molto frequente:
- avvertire il bambino come un peso,
- non riuscire a provare emozioni nei confronti del bambino
- sentirsi inadeguate nella cura del bambino, avere paura di restare sole con lui
- pensare di essere madri e mogli incapaci
- non riuscire a concentrarsi nelle cose quotidiane che hanno a che fare con l‟interazione madre-bambino (riconoscimento dei bisogni reciproci, sintonizzazione emotiva, le semplici cure parentali).
La scienza medica non ha fornito ancora delle spiegazioni definitive riguardo alle cause del fenomeno, anche se alcuni studi imputano l‟apparizione della depressione post-partum a cambiamenti ormonali e fisici nella donna, più in particolare:
· nel calo del livello degli estrogeni e del progesterone;
· nei disturbi di funzionalità tiroidea;
· nella storia di sindrome premestruale o disturbo disforico premestruale.
Inoltre una serie di condizioni psicologiche e sociali sono state individuate come più frequenti nelle madri che sono andate incontro a depressione post-partum.
principali fattori di rischio individuati sono:
- episodi di ansia o depressione prima o durante la gravidanza (esempio complicazioni ostetriche),
- storia personale o familiare di depressione (esempio precedente depressione o madre depressa),
- eventi traumatici nell‟ultimo anno (lutti, malattie, cambiamenti),
- conflitti coniugali,
- isolamento sociale o condizioni socioeconomiche sfavorevoli, - cambiamento della donna in ambito sociale,
- precedenti episodi di depressione post partum,
- gravidanza indesiderata,
- timore per le imminenti responsabilità, - cambiamento dell‟aspetto fisico.
Inoltre le madri adolescenti hanno un rischio maggiore di svilup-pare una depressione, come pure le donne primipare rispetto a madri pluripare. È importante ricordare che una depressione post-partum non curata tende a cronicizzare e che, come detto in precedenza, la depressione della madre riduce le possibilità di sviluppare una buona sintonia col bambino, cosa che aumenta il disagio e complica la solu- zione del quadro depressivo stesso.
Trattamento della depressione post partum
La terapia della depressione post-partum si basa fondamentalmente sulla psicoterapia, tuttavia in una grande percentuale dei casi questa va integrata con un trattamento farmacologico, quasi sempre necessario nelle forme caratterizzate da una notevole gravità dei sintomi.
Suggerimenti pratici
Pur essendoci delle cause naturali legate alla fisiologia della donna, è possibile prevenire o quantomeno attenuare le manifestazioni della depressione post-partum agendo soprattutto a livello psicologico e sociale, con un piccolo sforzo sia da parte della madre e di chi le sta attorno:
Ø confrontarsi con altre mamme, poter parlare con altre madri di come ci si sente aiuterà a capire che non si è le sole a sperimentare certi sentimenti e quindi potrà aiutare a vedere la si- tuazione da un‟altra prospettiva;
Ø molto utile è limitare i visitatori nei giorni del rientro a casa dopo il parto;
Ø quando le madri si sentono sole, stanche, frustrate, occorre che lascino il bambino a qualcuno di fiducia e si prendano del tempo per loro stesse. Non bisogna sentirsi in colpa per que- sto, solo una mamma serena può dare serenità al proprio pic- colo;
Ø lasciare che parenti e amici diano una mano nella gestione della casa e del neonato. È importante anche cercare di coinvolge- re il papà nella cura del bambino, così facendo si favorirà un buon rapporto padre-figlio, incoraggiarlo ad occuparsi del piccolo anche se non fa le cose nel modo in cui dovrebbero essere fatte. Il papà può fare moltissimo per aiutare la compagna a superare la depressione post partum, dandole un appoggio pratico ed emotivo;
Ø cercare di riposare il più possibile, dormendo quando il bam- bino dorme;
Ø la madre deve ridurre le aspettative nei confronti delle pulizie di casa e dedicare il poco tempo libero che rimane a rilassarsi oppure a telefonare ad un‟amica, a farsi una doccia, a quello che vuole. Se prima di avere un bambino una casa splendente era fra le sue priorità, adesso che è diventata una mamma, oc- corre capisca che le priorità sono cambiate;
Ø limitare il consumo di dolci, alcool, caffè e the. Queste sostan- ze possono dare una temporanea sensazione di energia ma a lungo termine favoriscono l‟ipoglicemia e quindi contribuisco- no a far sentire ancora più stanche. Cercare invece di alimen- tarsi correttamente e di fare tutti i giorni una passeggiata con il bambino. Il fatto di uscire e di fare un po‟ di attività fisica darà una sferzata di energia;
Ø non concentrarsi ossessivamente sul bambino, trovare del tempo per stare al telefono 15 minuti con un‟amica e chiac- chierare senza parlare di biberon e pannolini. Con il marito sforzarsi di avere qualche conversazione che non riguardi il bimbo, prima di avere un figlio si era una coppia, e per il be- nessere psicologico si deve continuare ad esserlo;
Ø cercare di mantenere un atteggiamento realistico nei confronti di se stessa, del bambino e la piena consapevolezza di una si- tuazione che avrà degli alti e dei bassi ma che esaurirà le sue manifestazioni negative nell‟arco di pochi giorni.
Un aiuto dal marito o compagno
È fondamentale l‟appoggio del compagno al fine di aiutare la propria compagna. C‟è una serie di consigli che si possono seguire:
Ø riconoscere che la propria compagna non ha colpa se soffre di depressione post partum. Se la depressione persiste, bisogna aiutarla a trovare uno psicoterapeuta che capisca il problema e sia comprensivo e di aiuto;
bisogna ascoltare con pazienza la propria compagna, cercare di capire i suoi sentimenti, non irritarsi se è pessimista.
Occorre aiutarla gentilmente a vedere il lato positivo delle cose e assi- curale che miglioreranno. Non presumere di dover risolvere tutti i problemi che menziona, forse desidera solo essere con- fortata, non ricevere risposte logiche. Bisogna ricordare che la depressione post-partum rende difficile a chi ne soffre pensare in modo logico e chiaro;
Ø sarebbe bene che il marito o il compagno riducesse le attività non essenziali per avere più tempo per aiutare la propria compagna. Questo potrebbe accelerare la guarigione;
Ø un altro consiglio utile è quello di parlare con qualcuno che lo incoraggerà, magari un altro uomo la cui moglie ha sofferto di depressione post partum;
Ø il maternage, ovvero il comportamento tipico della maternità, fa sì che la mamma sia tutta occhi, orecchie e mani per il piccolo nato, così da esserci una perdita del desiderio sessuale. Normalmente questa fase si risolve nei primissimi mesi, in caso di depressione post-partum si protrae per un tempo decisa- mente più lungo (8/9 mesi circa). Il compagno in questo caso dovrà essere comprensivo e capire che questo prolungamento è causato dalla depressione ed è solo una questione di tempo.
Quali domande porre alla neo mamma per constatare se è in atto una depressione post partum
Ci sono alcune domande precise che ciascuno di noi può fare se ha una compagna, una figlia, un‟amica in difficoltà dopo il parto e che possono essere utili a comprendere lo stato reale del suo umore:
“riesci a dormire quando il bambino dorme?” Quasi tutte le mam- me si svegliano quando il bimbo piange e spesso il sonno è disturbato dai frequenti risvegli del piccolo. Tuttavia la madre che non soffre di depressione si addormenta velocemente e recupera tra un risveglio e l‟altro. La donna con depressione dorme invece con difficoltà.
“Mangi con gusto e appetito, oppure svogliatamente? Oppure tendi a mangiare tanto, ma senza piacere?” Il rapporto con il cibo è un indicatore prezioso di equilibrio interiore. Il compenso nel cibo è frequente quando la neomamma cerca di placare compulsivamente l‟angoscia interiore che non riesce ad affrontare sul terreno psichi- co.
“Esci volentieri di casa o preferisci evitare di uscire?” La risposta può indicare la tendenza a ritrarsi dal mondo e dall‟incontro con gli altri e a richiudersi nella propria palude depressiva, privandosi anche dell‟opportunità dell‟aiuto diretto e indiretto che viene dagli altri e privando il bambino di altrettante vitali possibilità di stimoli e interazioni con altri adulti e bambini.
“Ti fa piacere prenderti cura di té o non te ne importa niente?” L‟aspetto è importante, il tendere di una donna a lasciarsi andare ed esser sciatta è un sintomo tanto più preoccupante quanto più si distingue dal suo atteggiamento precedente di cura e di rispetto di sé.
“Ti senti sola?” Spesso a questa domanda la donna risponde scop- piando a piangere. È importante non banalizzare né colpevolizzare ma far sentire un‟affettuosa comprensione: “sì, è comprensibile che tu ti senta stanca e a volte sola, succede a moltissime donne dopo il parto.
Cosa ti farebbe sentire meno sola?”. Incoraggiarla a esprime- re dove sente di più il vuoto affettivo può suggerire l‟aiuto migliore.
“Ti sembra che il bambino sia un carico troppo pesante per te?” È infine la domanda cardinale con le donne più fragili, specie se givani.
Le neomamme adolescenti in un caso su tre hanno questa netta sensazione che le fa sentire non solo in colpa ma del tutto inadeguate, specie per il confronto schiacciante tra il bambino dei sogni che avevano immaginato, con la promessa di felicità che gli avevano attribuito e la faticosa realtà dell‟accudimento del piccolo. Molte donne che soffrono di depressione post partum sono restie a chiedere aiuto perché temono di essere giudicate un fallimento come madri.
Ma soffrire di depressione post partum non significa essere cattive madri né tanto meno “pazze”.
La decisione di non parlarne con nessuno per timore di essere giudicate madri poco sensibili non è sicuramente di aiuto. In questo particolare momento, il silenzio conduce ad un solo risultato: rendere ancora più intensa la sofferenza legata al sentimento di negatività, innescando una spirale di sentimenti, che rimbalzando l‟uno contro l‟altro, si amplificano sempre più.
Il senso di colpa trova in questo contesto una strada preferenziale per sommarsi come ulteriore disagio soprattutto quando ci si mette a confronto con le capacità dimostrate dalle altre mamme.
Il parlare dei propri sentimenti, del senso di colpa che stringe come una morsa, parlare della vergogna provata davanti al sentimento di non sentirsi amorevole nei confronti del proprio figlio è sicuramente difficile ma è possibile ottenere un sollievo se questi sentimenti possono essere espressi a chi emotivamente è più vicino: il partner, la madre o l‟amica più cara.
Il parlare aiuta a comprendere che i sentimenti sono modificabili e che il cambiamento dipende anche da noi.
È importante inoltre rendersi conto che è necessario essere supportate da per- sone competenti che sappiano guidare il riconoscimento delle proprie emozioni e trovare insieme delle soluzioni per il supera- mento delle difficoltà legate al post-partum.
Sapere che molte mamme possono provare lo stesso identico sen- timento di mancanza di fiducia in se stesse o di un basso livello di autostima, sicuramente aiuta nel non vedere se stessa come un‟eccezione anomala dell‟essere umano.
L‟Autrice
Dott.ssa Erica Brasini Psicologa, Specialista in Psicoterapia ed Ipnosi S.M.I.P.I Via P. Neruda 1, 48026 Russi (RA) Cell. 331-5206282












