Oggi voglio parlarti di persuasione e per farlo pubblico un video molto interessante.
“Non ti vendo un prodotto ma un’emozione ” questo è lo slogan occulto di tutte le pubblicità.
Le scelte , che ogni giorno compiamo , soddisfano desideri, emozioni e aspettative, i pubblicitari cercano di orientare le nostre decisioni sfruttando questo meccanismo psicologico.
Riassunto schematico del filmato documentario:
Nell’esperimento, mostrato nel video, un soggetto è esposto a degli stimoli visivi mentre l’attività del suo cervello è monitorata dallarisonanza magnetica funzionale.
Gli stimoli visivi sono di quattro categorie: figure senza senso, immagini trabocchetto, figure emotive e loghi pubblicitari.
Le figure emozionali, ad esempio l’immagine di una madre che tiene in braccio un neonato, suscitano emozioni attivando l’amigdala, le stesse aree emozionali sono attivate dalle immagini dei loghi pubblicitari.
suonare senza avere mai studiato ,Sorvolare Roma e poi riuscire a fare una mappa dettagliata
Ciao . Oggi ti parlo di quanto può essere straordinario il cervello.
Analizzerò in dettaglio le strane capacità mentali di soggetti affetti dalla sindrome di Savant , per approfondire ho inserito nell’articolo un video documentario molto interessante .
La sindrome di Savant, anche detta “savantismo”, non è stata ancora riconosciuta attraverso diagnosi mediche, ma il principale ricercatore Darold Treffert che la studia, la definisce come una condizione rara nella quale persone con disfunzioni dello sviluppo (inclusi tutti i disturbi tipici dell’autismo) possiedono doti di particolare abilità in alcuni ambiti, in contrasto con le limitazioni complessive dell’individuo.
La sindrome di Savant non risulta facile da comprendere in quanto non è ancora stata messa a punto una teoria cognitiva che spieghi la combinazione delle capacità talentuose e i deficit trovati nelle persone che hanno la Savant.
Questa sindrome è dalle 4 alle 6 volte più frequente negli uomini che nelle donne, e questa differenza non è interamente spiegabile attraverso la preponderanza di uomini nella cerchia delle persone autistiche.
Inoltre, Treffert afferma che tali condizioni potrebbero essere genetiche, ma potrebbero anche essere state acquisite nel tempo e coesistere con altri disturbi dello sviluppo come ritardi mentali, lesioni cerebrali o malattie contratte in fase pre-natale, natale, post-natale, nell’infanzia o anche più tardi.
In accordo con la sua tesi, infatti, circa metà delle persone affette dalla sindrome di Savant presentano disturbi autistici, mentre l’altra metà sviluppa altri tipi di disabilità, ritardi mentali, lesioni cerebrali o altre malattie.
circa metà delle persone affette dalla sindrome di Savant presentano disturbi autistici, mentre l’altra metà sviluppa altri tipi di disabilità, ritardi mentali, lesioni cerebrali o altre malattie. (tratto da http://www.comune.torino.it/pass/php/4/index.php?pag=41244)
Gli autistici savant sono dei fenomeni affascinanti nella psicologia cognitiva. Il termine “Autistico savant” si riferisce a persone con autismo che hanno abilità straordinarie rispetto alla maggior parte delle persone.
Ci sono molte forme di abilità negli autistici Savant.
Le forme più comuni riguardano i calcoli matematici e di memoria, abilità e capacità artistiche, musicali.
Una capacità, che hanno, è la memoria del calendario.
Una domanda che gli si potrebbe porre è:’Che giorno della settimana era il 22 Maggio del 1961?
Alcuni Savant-prodigio possono dare una risposta in pochi secondi: Lunedì.
Altri possono moltiplicare e dividere grandi numeri nella loro testa e possono senza esitazione calcolare radici quadrate e numeri primi.
Esempi di alcune capacita mnemoniche includono: ricordare tutto su alcuni personaggi storici (nascita / morte, nomi e date di nascita dei membri della famiglia ecc), ricordare la data di nascita di tutti, anche dopo avere incontrato una persona una sola volta nella.
Alcuni individui autistici savant sono degli artisti incredibili.
La musica è un’altra abilità comune tra i savant.
Molti artisti con autismo hanno un’intonazione perfetta e hanno anche una grande memoria per la musica.
In alcuni casi, una persona può ascoltare un pezzo classico una sola volta e riprodurlo nella sua interezza.
Il motivo per cui alcuni individui autistici savant hanno queste abilità non è noto. Ci sono molte teorie, ma non vi è alcuna prova a loro sostegno.
Ad esempio, il Dott. Rimland ipotizza che questi individui hanno una capacità di concentrazione incredibile e possono concentrare la loro attenzione in una specifica area di loro interesse.
I ricercatori psicologi sostengono che non riusciremo mai a capire i meccanismi della memoria e della cognizione fino a quando non comprenderemo gli autistici savant.
Ciao
Danilo
un grande film interpretato egregiamente da Tom Cruise e Dustin Hoffman
Una ricerca della Washington University School of Medicine di St. Louis dimostra che i bambini che in età prescolare godono di cure materne particolarmente intense sviluppano meglio l’area del cervello fondamentale nella gestione di apprendimento, memoria e stress .
NOI ITALIANI, è noto, siamo dei ‘mammoni‘. Ed è probabile, con buona pace di chi ci critica, che sia questo il segreto della nostra genialità. Una ricerca della Washington University School of Medicine di St. Louis dimostra infatti che i bambini che in età prescolare godono di cure materne particolarmente amorevoli sviluppano del 10 per cento in più l’ippocampo, area del cervello fondamentale nella gestione di apprendimento, memoria e stress.
In altre parole, chi fino ai quattro-cinque anni di vita trascorre molto tempo in compagnia della madre e viene da lei coccolato e vezzeggiato, anche “più del dovuto”, da quel rapporto trarrà, crescendo, un enorme vantaggio sul piano psico-fisico, ritrovandosi molto più sveglio dei coetanei.
“Ecco perché dico sempre ai neo-papà: smettetela di ‘giocare’ a fare le mamme”, spiega il pedagogista Daniele Novara, fondatore e direttore del Cpp (Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti) di Piacenza. “Nel primo anno di vita (e non solo) il rapporto tra mamma e bambino è fondamentale per lo sviluppo cerebrale. E finalmente uno studio conferma questa teoria”.
Una teoria – detta “dell’attaccamento primario”, già elaborata dallo psicanalista britannico John Bowlby – che studia le componenti etologiche del comportamento umano e aveva concluso che il neonato è un mammifero e che, come tutti i mammiferi, nel primo anno di vita deve continuare ad essere trattato come se si trovasse ancora nel grembo materno, con un continuo e forte contatto epidermico con la madre.
“Studi successivi – precisa Novara – hanno poi dimostrato che i bambini che vengono allevati in questo modo, da grandi raggiungono performance cognitive migliori. Una situazione che io stesso ho riscontrato personalmente”.
Quella pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences è però la prima ricerca che lega gli accudimenti materni allo sviluppo strutturale di una regione chiave del cervello, in questo caso l’ippocampo. “Il nostro lavoro – spiega il coordinatore del progetto, Joan Luby – fornisce una prova affidabile dell’importanza di coltivare in anticipo lo sviluppo cerebrale e potrebbe avere enormi implicazioni per la salute pubblica”.
Per giungere a queste conclusioni, Luby e il suo team hanno condotto un esperimento costringendo bambini dai 3 ai 6 anni ad affrontare una situazione frustrante: lasciati in una stanza con un pacchetto dai colori molto vivaci, avrebbero potuto aprire il regalo solo dopo che la mamma avesse portato a termine una serie di disegni.
Osservando come madre e figlio gestivano la situazione, pensata proprio per replicare i fattori di stress tipici della quotidianità (in cui una mamma non può assecondare in ogni momento le richieste del figlio), gli studiosi hanno classificato sotto la categoria “accudimento” i casi in cui le madri offrivano rassicurazione e supporto al bambino, e diversamente quelli in cui lo ignoravano o rimproveravano.
Tempo dopo, quando i bambini avevano compiuto dai 7 ai 10 anni, i ricercatori hanno effettuato scansioni con risonanza magnetica al cervello di 92 di loro, riscontrando, in quelli con mamme più amorevoli, un ippocampo più grande del 10 per cento rispetto a quelli rientrati nell’altra categoria.
Nello studio, i ricercatori hanno escluso i bambini che soffrivano di depressione o altri disturbi psichiatrici in grado di influenzare la dimensione dell’ippocampo. “Decenni di ricerche avevano suggerito l’importanza di un caregiver particolarmente amorevole (che si tratti di mamma, papà o nonni) ai fini dello sviluppo emotivo e comportamentale del bambino – ha concluso Luby – ma questo studio fornisce prove concrete circa il fatto che una regione chiave del cervello cresca più sana e meglio sviluppata nei bambini che ricevono un accudimento più attento”.
“Che esista un rapporto tra sviluppo dell’ippocampo e cure materne è perfettamente vero – spiega Enrico Cherubini, coordinatore del settore di Neurobiologia della Sissa di Trieste, la Scuola internazionale superiore di studi avanzati, e presidente della Società italiana di neuroscienze – e lo confermano anche diversi studi già condotti sul mondo animale. Nei primi anni di vita il bambino ha un cervello plastico, in grado di formare continuamente nuove connessioni. Quindi è altamente probabile che gli stimoli materni contribuiscano all’aumento di questo network, favorendo lo sviluppo delle sinapsi dell’ippocampo”.
SARA FICOCELLI
i bambini che in età prescolare godono di cure materne particolarmente intense sviluppano meglio l'area del cervello fondamentale nella gestione di apprendimento, memoria e stress
Che cosa spinge l’uomo a lottare per un obiettivo?
Bella domanda, se segui il blog, sai che non amo molto le teorie, la conosci la storiella del Budda?
Un giorno, il Budda Shakyamuni passeggiava nel Parco dei Cervi presso Benares. Vide un cervo ferito disteso per terra con una freccia conficcata nel fianco. Erano presenti anche due bramini che discutevano su quale fosse il preciso istante in cui la vita abbandona un corpo vivente e sulla natura della vita dopo la morte. Vedendo il Budda, gli chiesero subito la sua opinione a proposito. Ma lui si chinò, tolse la freccia dal fianco del cervo e se ne andò.
Lascia andare le questioni filosofiche non perché non siano importanti e togli la freccia ….
L’esercizio che ti propongo affronta il tema della sconfitta , se ami i film di Sylvester Stallone sai bene di cosa parlo. Guarda il video prima di proseguire.
La forza di rialzarsi e di riprendere il cammino verso un traguardo nel caso di Rocky è un modo di vivere e nel tuo caso?
Quante volte s’inizia un progetto :cominciare una dieta ,imparare una lingua , diplomarsi ,smettere di fumare e si rinuncia alla prima caduta ?
Uno dei motivi principali è sottovalutare gli ostacoli. E’ necessario sviluppare una visione sul futuro , ci sarà una volta , due volte , dieci volte che potrò cedere ma ogni volta che accadrà sarò ancora più determinato a riprendere il mio progetto.
Ecco un valido esercizio ideato da quel geniaccio diRichard Bandler e da me modificato al fine di essere ancora più pratico.
Esercizio“La forza di rialzarsi”
Inizia con un rilassamento , ognuno ha il proprio , c’è chi preferisce recitare un mantra, chi utilizza il training autogeno . Se navighi nel blog troverai alcuni modi per entrare in sintonia con te stesso (LINK)
Pensa ad un tuo obiettivo che vuoi realizzare
Utilizza gli organi di senso mentre hai già raggiunto la meta : vedi ciò che vedresti , ascolta le parole che ti dici mentre percepisci una sensazione di motivazione e piacere .
Amplifica la sensazione facendola girare nel tuo corpo , per sapere come fare vai all’esercizio Motivarsi allo studio a questo Link.
Mentre fai girare questa sensazione motivante , immagina di fare un film mentale di questo tuo progetto che potrebbe essere il riuscire a diplomarsi . Immagina un ostacolo che potresti incontrare ad esempio un compito andato male , mentre fai girare ancora più velocemente la tua motivazione e vedi te stesso che ricomincia a studiare con impegno , puoi anche dirti mentalmente una frase potenziante come : Mi rialzo determinato.
Immagina di essere ritornato a studiare e di avere incontrato un altro ostacolo. Fai in modo di recuperare la sensazione motivante trasformandola nel tuo colore del coraggio , immagina che si diffonda nel corpo mentre tu riprendi a studiare .
Concludi dicendoti grazie….non è mai troppo tardi per essere ottimisti.
Come ti dicevo nel precedente articolo (LINK) c’è un metodo psicologico , che si chiama “EMDR “(desensibilizzazione attraverso i movimenti oculari), che è elaborato specificamente per affrontare situazioni molto traumatiche e oggi ti propongo un articolo del Corriere di Como riguardante il disastro della Nave Concordia.(per migliorare la lettura puoi cliccare sopra l’immagine e ingrandire)